L’Isola del Giglio ha avuto una Storia molto avventurosa ed interessante che ha visto le sue origini al tempo del Neolitico, come dimostrano i numerosi reperti archeologici rinvenuti.
Frequentata successivamente dagli Etruschi e dai Romani, l’isola ha sempre rappresentato un punto strategico per le popolazioni del tempo, dovuto alla sua particolare posizione geografica nel Mar Tirreno.
Una volta conclusosi il dominio da parte dei Romani, si narra che nell’ 805 l’Isola del Giglio sia stata donata poi da Carlo Magno all’Abbazia delle Tre Fontane e che, dopo un periodo in cui si sono susseguite al governo alcune famiglie nobili del Centro Italia, nel 1264 l’Isola del Giglio passò in mano alla Repubblica di Pisa.
E’ in questo periodo che si sviluppò maggiormente Giglio Castello, sia dal punto urbanistico che da quello difensivo.
I Pisani esercitarono il loro dominio fino agli inizi del XV secolo, quando l’isola fu ceduta ai Medici.
Iniziò un periodo molto difficile per gli isolani, che videro il di numerosi attacchi da parte dei pirati di provenienti dal Nord Africa. L’episodio più triste di cui siamo a conoscenza accadde nel 1544 quando il pirata Cair Heddin (conosciuto come il “Barbarossa), il quale deportò come schiavi quasi un migliaio di gigliesi.
Gli attacchi dei saraceni continuarono fino al 1799, quando i Gigliesi combatterono eroicamente contro i “Turchi” riportando una vittoria importante, che segnò la fine delle scorribande piratesche per sempre.
Seguirono anni più sereni per il Giglio, che vide il rifiorire dell’agricoltura, dell’economia e del settore minerario. Quest’ultimo è stato fondamentale più che mai nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale, garantendo un posto di lavoro a quasi 400 minatori solo a Giglio Campese, dove vi era una miniera di pirite che fu chiusa definitivamente nel 1962.
Da quel momento in poi, l’isola ha visto crescere sempre di più il turismo, creando nuove strutture ricettive per i visitatori, pur senza mai perdere il suo carattere autentico e genuino.